Chi sono i Comfort character e perché ne abbiamo bisogno

Esistono gli affetti reali, le persone (o gli animali domestici) che ci circondano nella vita reale e con i quali stabiliamo un legame fisico ed emotivo. Ma esistono anche gli affetti ideali o di fantasia, quei legami emotivi che stabiliamo con i personaggi dei libri che leggiamo o che scriviamo, dei film o delle serie tv che guardiamo e persino con star che non conosciamo.

È un livello di affetto differente da quello delle persone che ci circondano, ma a volte diventa per noi una sorta di conforto. Un personaggio di fantasia è come se fosse un nostro amico. Il nostro “comfort character“, infatti, non potrà mai ferirci e non potrà mai fare nulla di sbagliato nei nostri confronti, anzi, è proprio quando siamo sopraffatti dalle delusioni della vita reale, che ci illudiamo di trovare in esso un vero e proprio rifugio.

Personaggi, film e libri di conforto

Non solo un personaggio, ma anche un intero film, serie tv o libro può essere definito “di conforto”, quando è ad esso che ci rivolgiamo nel momento in cui sentiamo il bisogno di stare bene, sereni e a nostro agio.

A chi non è mai capitato – anche a chi, leggendo fino a questo punto di affetti ideali e di fantasia, abbia storto il naso – di arrivare a fine giornata con il solo desiderio di rilassarsi ed evadere con la mente per un po’ di tempo? Che sia dopo una giornata di lavoro faticosa o nel bel mezzo di una situazione stressante, è normale e comune avere un libro o un film di riferimento, che riesca ad adempiere a quel ricercato e necessario compito di staccare un po’ la spina.
È per questo che spesso questi libri o film vengono definiti i nostri preferiti ed è allo stesso modo che quello stesso conforto possiamo ritrovarlo anche nei singoli personaggi.

Un comfort character può essere insignito come tale per diverse ed infinite motivazioni:

  • Potrebbe essere un personaggio nel quale ci identifichiamo totalmente o parzialmente, che sembra rappresentarci alla perfezione ed agire e pensare come faremmo noi nella stessa situazione oppure come vorremmo avere il coraggio di fare. Possiamo ammirarlo perché è come noi oppure proprio perché è come noi aspiriamo ad essere;
  • Potrebbe ricordarci qualcuno dei nostri affetti reali, per cui tendiamo a trasporre il sentimento che proviamo per questi ultimi anche nel personaggio di fantasia;
  • Potrebbe incarnare tutte quelle caratteristiche che ricerchiamo nelle persone delle quali ci circondiamo, essere una personalità che ci piacerebbe avere nella nostra vita, nella quale pensiamo idealmente di poter trovare comprensione o con cui avere affinità caratteriali;
  • Potrebbe semplicemente aver conquistato il nostro cuore senza una motivazione ragionata, così come accade anche con gli affetti reali, e noi potremmo aver sviluppato nei suoi confronti un affetto smisurato ed anche un senso di protezione. Nei fandom, ad esempio, è spesso diffusa la frase “Questo personaggio è da proteggere ad ogni costo”.

Il comfort character per gli scrittori

Il comfort character ideale, per noi scrittori, può essere considerato quel personaggio di cui amiamo scrivere. Sono personaggi ai quali, per le motivazioni più disparate, siamo particolarmente affezionati, che occupano un posto speciale nel nostro cuore e nella nostra mente.
Anche una comfort story può essere considerata quella nostra storia nella quale ci rifugiamo per stare bene e, magari, ritrovare la carica e l’entusiasmo per continuare a scrivere.

Sappiamo bene che il nostro nemico più grande è “il blocco dello scrittore”, che ci costringe in uno stato di agonia mista ad apatia, nel quale non riusciamo a mettere insieme una frase di senso compiuto e non riusciamo ad andare avanti con il nostro lavoro.
In questo scenario, il comfort character o la comfort story, potrebbero apparirci quasi come i nostri supereroi, accorsi in nostro aiuto per farci ritrovare l’ispirazione perduta.

Scrivendo di loro ci sentiamo a nostro agio.

Ciò che scriviamo riguardo il nostro comfort character in un momento di necessità creativa, non deve per forza essere una parte di storia “ufficiale”, ma siamo talmente confidenti nello scrivere di esso, da voler sperimentare anche qualcosa di diverso. Potrebbe, infatti, essere uno scorcio di vita del personaggio che non avevamo mai approfondito o – perché no – una pagina di diario scritta di suo pugno. Potremmo immaginarlo in situazioni diverse dal solito, avventure rocambolesche o sedute terapeutiche. Come vi raccontavo anche nell’articolo sull’applicazione del metodo Strasberg nella scrittura, tutti questi potrebbero essere semplicemente degli esercizi di scrittura al di là della trama del nostro racconto o del romanzo, che poi potremmo decidere di utilizzare anche nella storia ufficiale oppure tenere solo per noi. L’importante è non perdere mai la voglia di scrivere.

I miei comfort character

Nonostante io nutra grande affetto per tutti i personaggi di cui scrivo, i miei comfort character sono da sempre quei personaggi che oggi ho reso i protagonisti della serie di racconti di Ciak and Coffee.

Prima di questi, infatti, questi personaggi erano i protagonisti di un mio fumetto, sviluppato durante gli anni delle scuole superiori, per poi – una volta cresciuta ed ormai lontana dall’idea iniziale ed adolescenziale – soggiornare per anni ed anni nel salotto della mia mente, in attesa di una trama che potesse accoglierli, soddisfacendo le mie più mature esigenze ed anche le loro.


I miei personaggi di Ciak&Coffee disegnati da Gioia Ercoli

Ed è proprio in quegli anni di pigra elaborazione che ho dato vita ad una delle mie esercitazioni preferite, un dialogo di stampo pirandelliano tra me e loro, durante il quale mi esternavano la loro frustrazione per essere relegati da anni nella mia materia grigia senza una storia definitiva. Mi parlavano dei lati dei loro caratteri che avrebbero voluto migliorare, si opponevano ad alcune mie idee, mi confessavano i loro sentimenti nascosti, anche romantici, nei confronti di altri personaggi e l’invidia verso i nuovi personaggi e le nuove storie che avevo intanto creato, mettendo loro da parte.

Sono i miei comfort character perché sono i personaggi che conosco da più tempo, che conosco in mille aspetti delle loro personalità, ma che continuo sempre ad approfondire, riscoprendo tantissimi nuovi lati del loro carattere. Sono i figli che ho partorito attraverso la mia penna, di cui sono orgogliosa, di cui amo anche i difetti e che “proteggerei ad ogni costo”.

-Laura C.

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