Sapete quella sensazione di voler fare troppo, ma finire per non fare nulla?
Da qualche mese, sto cadendo in questo strano limbo, dove inizio a fare tante cose ma concludo molto poco.
Da quando le mie giornate non sono più piene per oltre 8 ore dal lavoro, ho deciso di guardare il lato positivo di questo licenziamento collettivo e improvviso (se volete saperne di più leggete qui) e dedicarmi seriamente – oltre che alla ricerca di un nuovo lavoro – anche alle mie storie, ai miei progetti e alle mie attività creative.
Il problema è che la mia mente frulla continuamente e non sempre si riesce a starle dietro.

Ci vuole innanzitutto organizzazione. Per evitare di lasciare troppi momenti vuoti da dedicare al cazzeggio su Facebook e Instagram (questi momenti ci vogliono, ma se lasciati liberi e al caso, rischiano di espandersi a macchia d’olio per l’intera giornata), ho deciso di fare uno schema settimanale, in cui divido le giornate in base alle mie attività: il Lunedì mattina ricerca lavoro, il Lunedì pomeriggio l’aggiornamento del blog, il Martedì il romanzo ecc ecc.
Non serve dire che ho iniziato a non rispettare il programma fin dal primo giorno, ma per lo meno tutto ciò mi ha spinto ad essere produttiva. Anche se il Lunedì lo dedico al romanzo invece che al blog, in fondo, non cambia nulla: l’importante è produrre qualcosa.
E così la mia mente creativa ha iniziato a fluire e a scorrere in maniera del tutto sorprendente. Spunti per la storia che sto scrivendo, parole, situazioni, idee per il blog, modi interessanti per rivoluzionarlo, idee per il mio altro blog, nuovi smistamenti… e ancora ed ancora… finché tutto ciò ha iniziato ad essere fuori controllo.

Immagino tutto questo un po’ come quando stai versando del liquido ed inizi a farlo in maniera controllata e corretta, ma ad un certo punto questo liquido prende velocità ed inizia a versarsi in quantità maggiore, rischiando di traboccare.
Ad esempio, quando avevo deciso di dedicare anima e corpo ad uno dei miei romanzi (quello che chiameremo “la saga”), ecco che improvvisamente partorisco la soluzione che da anni cercavo – e che mai mi era venuta in mente – per riprendere in mano un’altra storia (che chiameremo “il fumetto”), quella che mi accompagna fin da quando avevo 15 anni e a cui penso ogni sera prima di andare a dormire. Proprio adesso? Dico, sono anni che cerco una soluzione a quel blocco e mi viene in mente proprio adesso?
Non posso dedicarmi ad entrambe le storie, sarebbe troppo faticoso per la mia mente instabile e rischierei di fare male ad entrambe.
La saga è una storia complessa, che necessita di tempo per essere scritta, per studiare, per ragionare sugli eventi. È una storia alla quale mi sono dedicata maggiormente nel mio anno a Londra, quando guadagnavo con il mio lavoro da au pair e mi permettevo di andare in giro per caffetterie a far finta di essere una scrittrice. Nel 2015 non avevo i pensieri di adesso, non avevo le responsabilità di adesso, ma avevo una mente molto più libera e serena, terreno fertile per scrivere.
Il fumetto è la storia che mi accompagna da più della metà della mia vita. È nata realmente come un fumetto, che era la forma d’arte ideale per unire insieme la mia passione per il disegno con quella della scrittura. Essendo nata quando avevo 15 anni, mi sembra adesso piuttosto infantile ed inoltre ho ormai abbandonato (a malincuore) il sogno di diventare una fumettista, per concentrarmi solo sulla scrittura. Ed è così che da anni penso a come rielaborare quella storia, trasformarla in un romanzo e renderla più matura ed attuale. Ho riflettuto su diverse idee, ma tutte poco convincenti. Fino ad ora, a quest’ultima idea – giusta – forse arrivata nel momento sbagliato.
Ma fossero solo i due romanzi il problema! Eh sì, perché c’è questo blog, c’è l’altro blog, ci sono le mille idee mai scritte. Ci sono i romanzi che vorrei leggere, le serie tv e i film che vorrei vedere, gli argomenti che vorrei studiare per ampliare le mie conoscenze e scrivere di ogni materia con una coscienza maggiore. C’è il lavoro che dovrei cercare.

art by Budi Satria Kwan
E così, eccomi qui, a cercare di rimettere insieme le mie idee tra le pagine di uno dei miei tanti progetti, che dovrebbe aiutarmi a contenere e raffigurare la mia mente, ma che finisce per rappresentarla solo in una piccolissima, minuscola, confusionaria e forse superficiale parte.
-Laura C.
