Questo Writing Table segna un momento importantissimo per questa mia avventura tra i caffè letterari del mondo, anzi direi una vera e propria svolta.
Perché è anche questo il bello di questo blog, non la promozione (gratuita, lo ripeto sempre, nessuno mi paga) dei locali, ma i racconti delle piccole – a volte carine, altre forse noiose – avventure dietro quest’esperienza.
Quale svolta, dite? L’acquisto di un nuovo portatile!
Eh sì, perché dopo anni a trascinarmi dietro quel mattone (che continuerò, però, sempre ad amare) 15,5 pollici, pesantissimo e che non riusciva neanche più a stare acceso senza presa della corrente, era davvero arrivato il momento di comprare un nuovo portatile.
Messo qualche soldino da parte dal mio lavoro, quindi, ho acquistato un meraviglioso 14 pollici, leggerissimo, da poter portare in giro senza pensieri e con una borsetta più piccola.
Chissà come sarebbe stata la mia avventura londinese con un portatile così! Probabilmente, senza confini…
Vi aspettavate qualcosa di più elettrizzante? Eh beh, per me lo è stato eccome.
Comunque, ho scoperto il Walden Cafè tramite le mie consuete ricerchine su Internet di caffetterie dove poter sostare per un po’. Naturalmente, ciò che immediatamente mi ha colpito è stato il nome: Walden.
Come non sentire, infatti, nella propria testa, la voce di Neil Perry che, nella penombra della grotta, istituendo la nuova Setta dei Poeti Estinti, recita:
“Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita, e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto…”
Questa citazione di Henry David Thoreau tratta da Walden ovvero vita nei boschi, è una delle citazioni della mia vita. Non tanto perché io abbia mai avuto intenzione di andare effettivamente nei boschi (non credo che potrei mai farlo, sono troppo fifona), ma perché la scoperta del film L’Attimo Fuggente è stata di fondamentale importanza per lo sviluppo della mia persona.

E va bene, questa parte è forse più elettrizzante dell’acquisto di un nuovo portatile.
Ho scoperto l’Attimo Fuggente negli ultimi anni delle scuole superiori ed è immediatamente diventato – e lo è tutt’ora – il mio film preferito. Amavo già Robin Williams, era lì nella top tre dei miei attori preferiti, ma dopo l’interpretazione del professor Keating ha sbaragliato qualsiasi concorrenza.
Rischierei di andare un attimo fuori tema se cominciassi a raccontare nel dettaglio perché l’Attimo Fuggente ha rappresentato così tanto nella mia vita, quindi magari scriverò un articolo a parte, ma qui mi limiterò soltanto a dire che questo film mi ha insegnato a vivere intensamente le mie passioni, ad esplorare attraverso la mia arte – la scrittura – me stessa e a farlo sempre godendo di questa esplorazione.
Quindi, con un nome del genere ed un portatile nuovo… come poter resistere?
Non andavo in giro per Writing Table da tantissimo tempo. Ero andata a scrivere un po’ di note e appunti durante il mio viaggio a Valencia, ma non uscivo con il mio portatile da almeno due anni. Dopo essermi trasferita a Milano, infatti, avevo trovato un lavoro in un call center che mi aveva spento un po’ l’anima e questo non aveva di certo incoraggiato la mia creatività ed ispirazione. Dopo di questo, avevo scoperto il Colibrì, ma subito dopo avevo cominciato un altro lavoro per una start-up, molto più stimolante, ma anche più impegnativo e, purtroppo, quando io mi butto a capofitto in qualcosa e ho la mente occupata, non riesco facilmente a dedicarmi alla scrittura. Passati un paio d’anni, però, e avendo acquisito ormai totale confidenza con il mio lavoro, ero pronta a ributtarmi in giro per la città tra i tavoli delle caffetterie e delle librerie ed è con questa carica che, uscita dall’ufficio in centro per un turno di mezza giornata, sono andata al Walden.

Il locale era piccolo, ma aveva già tutto quello che serviva per la mia ispirazione: libri – ovviamente – lucine sparse, piante appese e un angolino con poltrona e chitarra davanti alla vetrata. Il verde delle porte, della libreria e del bancone, poi, era forse uno dei colori più rilassanti che si possano trovare in giro, con un lieve rimando alla natura di Thoreau.

Essendo andata lì per un caffè ed un dolce, i ragazzi erano quasi dispiaciuti di non potermi far accomodare al tavolo dedicato al pranzo, ma forse non avevano capito che quello sulla poltrona era esattamente il posto a cui io ambivo. Era il posto che in altre caffetterie, come all’Arnold Coffee, avevo sempre bramato ma avevo sempre trovato occupato.

Sembrava tutto così perfetto. L’ispirazione era tornata, ero finalmente pronta a ributtarmi sul serio nelle mie avventure tra i Writing Table. Avrei presto aggiornato il blog e avrei scoperto tantissimi nuovi posti.
Ma era Febbraio del 2020… e non serve aggiungere altro.
[Aggiornamenti 2023: Da quel giorno, sono trascorsi altri due anni prima di sentirmi abbastanza tranquilla da poter andare in giro per caffetterie a sostare al chiuso per molto tempo. E nel frattempo, mi sono trasferita a Roma.
Il Walden Cafè, purtroppo, ha chiuso a Febbraio del 2022.]
-Laura C.
