Sembra che il tempo si divida ormai tra pre-Covid e post Covid. Ho visitato questo writing table in periodo pre-Covid, ad inizio 2020.
Mi sento costretta a fare questa precisazione, nel caso qualcuno, guardando le foto, si chiedesse: perché nessuno indossa la mascherina? Effettivamente non sono neanche sicura che in Spagna al momento la mascherina sia d’obbligo, ma è ormai parte delle nostre vite e del nostro abbigliamento, e sembra quasi strano guardare le foto di una caffetteria così affollata, senza nessuna mascherina.

Questo 2020 era cominciato con molti nuovi propositi: nuovi viaggi, nuovi writing table e tanti nuovi romanzi. Io e il mio compagno ci eravamo finalmente decisi a farci il passaporto per un bel viaggio estivo, chissà dove.
Intanto, avevamo prenotato 5 giorni a Valencia per l’inizio di Febbraio. Man mano che la data si avvicinava, si cominciava sempre più a sentir parlare di Coronavirus, delle chiusure in Cina e di qualche caso isolato nel resto del mondo, come le due turiste cinesi a Roma.
Ma si viveva ancora una vita normale, così decidemmo di partire, senza grandi paure. Il mio primo viaggio in Spagna, che emozione!
Il nostro obiettivo per quel viaggio era uno: relax. Mangiare e girare, naturalmente, ma in totale relax, senza far corse, senza rincorrere mezzi pubblici, senza far file, tutto in totale serenità. Fu questo che mi spinse a cercare qualche piacevole writing table valenciano, per trascorrere qualche ora pomeridiana rilassante a scrivere, mentre il mio compagno si concentrava sulla squadra del fantacalcio da schierare per la prossima giornata di campionato.
Ubik Café è il primo nome che compare su Google se cerchi una Cafetería Librería a Valencia, ed è un posto magnifico.

Ora, chi segue questo blog sa che ho una certa fissa per i tavolinetti posizionati davanti alle finestre, magari con comode poltrone, perché li considero il posto perfetto da cui trovare ispirazione. Ma, chiaramente, quell’unica volta all’Ubik Café non fui così fortunata da trovare quel posto libero, così io e il mio compagno di accomodammo su un tavolinetto poco più in là, davanti alla grande parete a libreria.
Beh, in realtà nella galleria delle foto del mio viaggio, potreste anche trovare una foto di me che scrivo sulla poltrona davanti la finestra dell’Ubik Café ma, beh, ecco… non sempre le foto rispecchiano la realtà. Ad esempio, potrebbe anche essere accaduto che, proprio quando stavamo lasciando il locale, anche i ragazzi seduti davanti alla finestra, si fossero alzati per andar via e, forse – non dico che sia accaduto questo – potrei aver chiesto al mio fidanzato di farmi una foto in quella posizione mentre fingevo di scrivere. Beh, ma questo è solo un esempio, non confermerò, né smentirò che questa sia la verità.

Sin embargo, l’Ubik Café è apparentemente un perfetto caffè letterario, con una lunga parete piena zeppa di libri, ben ordinati in mensole o in cassettine colorate. In realtà, facendo attenzione ai cartelli che ti pregano gentilmente di non toccare i libri e ti segnalano i super sconti su tanti titoli, capisci che si tratta effettivamente di una Caffetteria + Libreria, per cui i libri puoi toccarli solo se intendi acquistarli.
La mia idea romantica di caffè letterario è quella di un locale in cui puoi sentirti libero di consultare i titoli, sfogliare i libri e leggere un romanzo, senza doverlo acquistare, ma sono tanti i locali che usano in realtà la formula dell’Ubik Café. Facilmente comprensibile il motivo di questa scelta, anche se un po’ deludente.
Comunque, per ciò che riguarda le mie finalità nella ricerca di un writing table – scrivere – il locale è assolutamente perfetto. Diciamo che mi lascio facilmente affascinare e ispirare dallo stile urban, le colonne a lavagna col menù scritto con i gessetti, i tavoli di legno grezzo e scalfito e (naturalmente) i libri, con le loro copertine variegate e colorate.

Ma l’Ubik Café riserva anche altre sorprese, a cui purtroppo non ho avuto modo di assistere.
La Cafetería Librería organizza, infatti, mostre, presentazioni di libri, concerti di musica dal vivo e anche laboratori sia per bambini che per adulti.
Beh, sono proprio sicura che, se vivessi a Valencia, questo diventerebbe il mio posto preferito!
– Laura C.
