Mi ci è voluto un po’ per riprendere a girare per writing table, dopo essermi trasferita a Milano, e molto altro tempo ancora per pubblicare un nuovo articolo su questo sito, ma alla fine ce l’ho fatta.
Quando, quasi due anni fa, io e il mio ragazzo ci siamo trasferiti da Padova a Milano, ricordo di aver pensato “Qui troverò tantissimi nuovi writing table!” e di aver immaginato di girarne uno a settimana, riempendo nuovamente il mio blog. Avevo già provato l’Arnold Coffee e lo Scriptorium Caffè, in alcune sporadiche visite alla capitale meneghina, ma subito mi ero documentata per trovarne tanti altri e provarli uno per uno.
Ma poi ho cominciato a lavorare e non tanto per la mancanza di tempo, quanto per la mancanza di spirito, non ho visitato nessun writing table, fino ad un anno dopo.
E ho trovato questo posto bellissimo, a dieci minuti a piedi dal Duomo, chiamato Colibrì.

Comincerei dalla parete di mattoni rossi – e già per quella lo si ama a prescindere – ma se in più aggiungi dei tavoli in legno colorato e scalfito, le sedie da scuola media e l’atmosfera un po’ radical chic che si respira, allora direi che siamo proprio a cavallo!

C’è anche un bel terrazzino esterno ma, come al solito, non mi è concesso goderne dato che ancora mi ostino a portarmi dietro un portatile che non funziona senza la corrente elettrica. Praticamente è come se andassi in giro con un pc fisso e anche le dimensioni, in fondo, non si distaccano da quei catorci che usavamo 15 anni fa.

Ma cosa volete farci, sono un’anima romantica e non mi separerò facilmente dal mio amichetto, finché questo continuerà a funzionare!
Tornando al Colibrì, è un piccolo caffè letterario, con un delizioso angolo libri, ordinati in cassette di legno. Il locale ospita periodicamente eventi culturali, concerti di musica dal vivo e mostre, che contribuiscono ad arredare l’ambiente. Quando vi andai io, infatti, le pareti erano tappezzate da scatoline di legno con racchiuse bamboline vintage, rebus tridimensionali e origami o carte da gioco che facevano parte della collezione “Micromondi” di Simona Cozzupoli.

Oggi, sicuramente, il Colibrì avrà un arredamento diverso ed è proprio questo il bello: non saper mai cosa aspettarsi e non voler mai perdersi una nuova esposizione, proprio come accadeva da Misterlino.
Come la caffetteria di Parma, inoltre, il Colibrì ha anche un bel pianoforte, color legno scuro, che giace in un angolo nell’attesa di un paio di mani che lo suonino.

Per accomodarsi meglio, invece, c’è un bel divano dalla pelle consumata che ricorda un po’ l’atmosfera da Central Perk di Friends, luogo ideale per condividere il proprio tempo con gli amici.

È proprio questo che amo delle caffetterie: sono un luogo ideale per tutti. Lo sono per me e il mio computer, per trovare la giusta ispirazione per trasformare in parole il mio mondo interiore. Lo sono per due, tre o sei amici, per condividere racconti, preoccupazioni e risate davanti ad una confortante tazza di tè fumante. Lo sono per lavoratori in giacca e cravatta, in pausa pranzo, che vogliano trovare un po’ di respiro da quella formalità alla quale sono costretti ogni giorno, davanti ad un capo severo e delle consegne imminenti. Lo sono per chi trova la giusta ispirazione per trasformare in musica il proprio mondo interiore, condividendolo con degli amici sconosciuti, lì, in quella sala e solo per quella sera.
– Laura C.
