L’Arnold Coffee fu il mio primo writing table italiano, dopo l’esperienza londinese.
In previsione di trascorere un paio di giorni a Milano, con la voglia di continuare con la mia ormai consueta scrittura nelle caffetterie, cercai su Internet notizie su eventuali luoghi in cui poter sostare per scrivere, frugando tra domande gemelle poste da alcuni utenti in diversi forum. Scrivere, lavorare, studiare, la mia ricerca variava continuamente in base ai risultati, finché non diventò qualcosa come “posti simili a Starbucks” e fu lì che trovai l’Arnold Coffee.
Come si legge anche nel bicchierone di carta in cui viene servito il drink, questa caffetteria ha voluto portare in Italia the American Coffee Experience, che non significa far provare a noi cultori del caffè la bevanda americana che tutti criticano, ma significa portare in Italia la cultura delle caffetterie americane.
Come lessi anche dal loro sito web, l’inventore dell’Arnold Coffee è un uomo che ha viaggiato molto ed un assiduo frequentatore delle caffetterie, a cui mancava vedere questo genere di locali nel suo Paese. Mi fu già simpatico, così decisi che quello sarebbe stato il mio primo scrittoio italiano!
A Milano ce ne sono diversi, ma io scelsi l’Arnold Coffee in pieno centro. È chiaramente una caffetteria che vuole dare l’impressione di essere Starbucks: ha un marchio da franchising, serve cappuccino in tazza grande e ha tutte quelle varianti di caffellatte aromatizzate che trovavi sia da Starbucks, che da Costa che da Caffè Nero. Inoltre, non mancano quei tipici dolci da caffetteria americana, come donuts, brownies, pancakes, Oreo cheesecake ecc ecc.
L’Arnold Coffee di Milano si sviluppa su quattro livelli, ma l’unico posto che trovai libero fu al piano più basso, quello meno scenografico di tutti, così scattai solo una foto al mio tazzone e al quaderno, accompagnata dalla scritta “Per non perdere l’abitudine”.

Quel giorno non avevo portato il laptop con me, ma solo un quaderno di appunti, e questa fu una scelta molto azzeccata, in quanto non avrei trovato neanche mezzo posto vicino ad una presa elettrica.
Il posto ideale per poter scrivere, però, è l’ultimo piano, che scoprii soltanto molti mesi dopo, ancora in compagnia del mio quaderno. Qui è possibile scegliere tra un paio di grandi tavoli in legno, un divano o dei tavolini accanto alla finestra, con vista sulla pullulante città di Milano.

Per la seconda volta, l’Arnold Coffee fu solo un writing table di passaggio, ma ci tornerò sicuramente molto presto, con il mio laptop, puntando proprio a quel tavolo accanto alla finestra, rubatomi quel giorno da due piccioncini in calore!
-Laura C.
