Come spesso accade, i luoghi che troviamo casualmente si rivelano tra i preferiti del nostro cuore. Soprattutto quando sei in una nuova città da solo un paio di settimane e non conosci ancora quasi nulla, neanche la cartoleria più famosa e diffusa di tutta Londra.
Paperchase, infatti, non è una caffetteria, né una biblioteca, né un centro culturale, ma anche definirla cartoleria è un po’ limitativo. È un fantastico mondo di carta e colori, a cui puoi fare affidamento per trovare qualsiasi biglietto d’auguri tu voglia, qualsiasi notebook o qualsiasi oggetto di cancelleria e belle arti.
Di Paperchase ce ne sono diversi sparsi in tutta Londra, alcuni di piccole dimensioni, ma quello che io trovai per primo era il più grande e fornito, quello di Tottenham Court Road.
Io e Stephanie eravamo di ritorno da una passeggiata nella zona di Bloomsbury, avanzando verso il centro senza realmente sapere dove andare, solo guidate dalla voglia di una cioccolata calda, e fu così che ci ritrovammo davanti a questo enorme negozio a tre piani, dove al secondo piano era segnalata una caffetteria. Ero ancora inesperta perfino di caffetterie, ma quel posto mi ispirava.
Ho sempre amato le cartolerie, i negozi di gadget e tutti quei luoghi in cui è possibile acquistare il materiale per le proprie attività creative. Paperchase è ciò che di più bello è possibile immaginare in questo contesto. Sulla destra borse e zaini da studio e per laptop, in stile british e giovanile; sulla sinistra album di fotografie, agende, rubriche, notebooks, scrapbooks e set completi divisi per collezione, che comprendevano anche lunchbox, tazze e bicchieroni termici, dalle fantasie e i colori più affascinanti. Di fronte, cartoncini e buste da lettera di ogni dimensione e colore e, ancora sulla destra, cartoline e biglietti d’auguri per qualsiasi occasione. E intendo davvero qualsiasi.
Nell’era di Internet, in cui tutti ormai ci scriviamo su whatsapp e ci tagghiamo su facebook, ho riscoperto a Londra l’antico amore per i biglietti cartacei e per le dediche scritte con la mano e l’inchiostro.
Al terzo piano, fogli di carta di qualsiasi tipo, pennelli, colori di ogni genere, perfino quei tanto desiderati Pantone che, nel mio periodo da aspirante fumettista, erano impossibili da trovare nella mia città.
E, naturalmente, la caffetteria del secondo piano, con tavoli e poltrone accanto ad una vetrata che dava sulla strada principale e panche in legno accanto a prese della corrente, che io subito adocchiai per il mio laptop. Quel giorno non era dedicato alla scrittura, quel giorno iniziava la mia amicizia con Stephanie e i nostri sforzi per parlare una lingua che non fosse la nostra, gli sforzi che ci condussero a migliorare e, alla fine dell’anno, a sostenere lunghe chiacchierate in – quasi – perfetto inglese.
Ma quel luogo era adatto a scrivere, quel luogo meritava di restare nella mia memoria per essere visitato di nuovo, per divenire uno dei miei writing table.

E così fu. Proprio su un notebook di Paperchase è impresso il mio racconto Quell’aroma di zenzero e cannella, cominciato in un giorno di pioggia in quella caffetteria del secondo piano, ispirato da quell’odore speziato delle caffetterie inglesi, odore che non ho mai amato prima di allora e in nessun altro luogo che non fosse la mia musa chiamata Londra.
– Laura C.
